Ho pensato molto a quale sarebbe stato il primo articolo sul blog ma questo premeva prepotentemente per uscire (ancor di più dopo certi avvenimenti recenti).
Quindi parliamo dell’approccio Health at every size, letteralmente salute a ogni taglia.
Parto subito con un disclaimer: NON sono un medico, ciò che troverete scritto in questo articolo riguarda lo studio di ricerche, libri e soprattutto imparando da persone molto più qualificate di me sull’argomento (in fondo all’articolo vi lascerò qualche riferimento).
Altra cosa, sono convinta che per quanto ci si possa informare, sbagliare è umano e di certo io non ne sono esente. Fate le vostre ricerche e considerazioni e vi chiedo di non farvi problemi a segnalarmi eventuali errori e sbagli, sono qui per crescere e migliorare.
E ora iniziamo.
Cosa si intende quando si parla di HAES?
Un approccio neutro dal punto di vista del peso, che non stigmatizza le persone in base al corpo ma le guida verso una miglior conoscenza di loro e dei propri bisogni.
Tra le linee guida spicca la mancanza di giudizio, partendo dal fatto che l’oscillazione del peso non è vista ne in maniera positiva ne in negativa.
L’approccio non usa quindi come spinta la vergogna o l’odio per se stessi.
Va da se che una persona fiduciosa in se stessa avrà maggiore spinta a prendersi cura di se (e questo non deve includere per forza una dieta!).
Tutto ciò assume un’importanza vitale quando parliamo delle discriminazioni nei confronti delle persone grasse in campo medico.
Di solito l’equazione che tendono a fare le persone è grassə = pigrə, svogliatə, mangionə; non tenendo conto e non conoscendo il vissuto e l’unicità del singolo individuo, della genetica e del metabolismo, dell’ambiente che lo circonda e di tutte le variabili sociali, economiche (potersi curare è un privilegio) e di salute; potete escludere a prima vista che la persona che avete davanti non abbia alcuna malattia o non faccia delle cure invasive? Sono quasi sicura che non avete questo super potere.
Ci sono un’infinità di dottori che davanti a un corpo grasso non riescono ad andare oltre, riconducendo tutto al peso e dipingendo il dimagrimento come la soluzione a tutti i mali.
Come se andaste dal vostro medico per un forte mal di gola e vi dicesse che la colpa è del vostro peso.
Questo comportamento diventa ancora più pericoloso parlando di malattie anche mortali.
La persona grassa viene spesso ignorata per i suoi sintomi, minimizzandoli e ridicolizzandoli, senza indagare oltre sulle cause del malessere e dando tutta la “colpa” al peso. Questa disattenzione può portare al peggioramento o a un punto di non ritorno.
Il grasso non uccide, la grassofobia sì.
Ora so che molti penseranno “ma così si promuove l’obe*ità!?!”.
Risposta breve: NO
Risposta lunga: si promuove solo il diritto delle persone di esistere e di essere rispettate come tali, a prescindere dal proprio corpo e che sia esso in salute o che non lo sia (se no fatevi dire che siete dei gran pezzi di abilisti).
Questo credo sia il punto fondamentale: tu puoi pensare quello che vuoi (fino a un certo punto in teoria) ma questo non ti da in alcun modo il diritto di discriminare e mancare di rispetto a un’altra persona.
E direi che con questo possiamo chiudere qui, almeno per ora.
Le fonti in italiano sono veramente scarsissime e spesso confuse, i libri quasi inesistenti; vi lascio comunque alcuni titoli e soprattutto alcuni bellissimi profili instagram che trattano l’argomento.
In fondo vi lascio anche un piccolo “opuscolo” che riassume le cose dette, sentitevi libere di scaricarlo, modificarlo, ricaricarlo, usarlo per scacciare le mosche, insomma quello che volete.
Libri:
Fuck it diet, Caroline Dooner, Sonzogno 2019
Fame, Roxane Gay, Einaudi 2018
Il mito della bellezza, Naomi Wolf, 1990
Belle di faccia coloring book, lo potete trovare sul loro sito https://www.belledifaccia.it/
Profili instagram:
Sara Colognesi, psicologa con approccio Haes https://www.instagram.com/sara_psicologiabenessere/
Belle di faccia, attiviste fat positivity https://www.instagram.com/belledifaccia/
anche sui loro profili…
Mara Mibelli, attivista intersezionale https://www.instagram.com/frauleinstalker/
Chiara Meloni, illustratrice e attivista https://www.instagram.com/chiaralascura/
Veronica Bignetti, dietista che combatte la cultura della dieta
https://www.instagram.com/dietista_veronica_bignetti/
Caterina A, attivista https://www.instagram.com/la_versione_migliore/
Dott. Valtucci&Russo, dietistə https://www.instagram.com/oltreladieta/
Elisa Hopes, dietista https://www.instagram.com/ladietistasenzadiete/
Francesca Anelli, attivista https://www.instagram.com/franzectanelli/
(lista in aggiornamento continuo)
Ripeto ancora una volta che questo articolo è stato scritto con il proposito di far conoscere una realtà ancora sconosciuta in Italia e tentare di demolire lo stigma verso le persone grasse, NON è stato scritto da un medico, ma sopra trovate persone molto più preparate da seguire.
E infine eccovi il PDF
Se avete letto fin qui vi ringrazio tantissimo e vi do appuntamento al prossimo articolo.
Se vi piacciono i miei contenuti e vi va di supportarmi vi lascio il mio link Ko-fi, dove potete offrirmi un caffè (o una limonata, non bevo molto caffè!)
Foto di copertina di cottonbro da pexels.com
Da persona che soffre di disturbi alimentari da una vita, ti ringrazio per questo articolo,
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